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Attivazione IV3/IQ6CC
Attività - Attivazioni

Il 19 luglio in occasione della ricorrenza della battaglia del Podgora verrà attivata una stazione speciale con nominativo

IV3/IQ6CC

Gli attivatori sono:

IV3TYS DARIO, IV3PCF GIORGIO, IV3LBP LORENO, IV3CAT STEFANO, IV3HSV EZIO, IV3IBY FABIO, IW3RJ FABIO, IV3BLU ANDREA, IV3BBS LIVIANO, IV3SPM EZIO.

QSL Manager : IZ4SUC

Breve cenno di storia:

Uno degli eventi più tragici ed epici della prima guerra mondiale sul fronte italiano, la battaglia del Podgora si svolse il 19 luglio 1915 alla quota 240 del "monte Podgora ed ebbe come protagonisti i Carabinieri Reali (2° e 3° battaglione).

Il 19 luglio l'attacco ebbe inizio alle 6:30 del mattino con una serie di azioni preparatorie:

10 carabinieri e 10 genieri effettuarono una sortita per distruggere i reticolati nemici impiegando tubi di gelatina aprendovi un varco di una decina di metri. Gli austroungarici rispondono con un lancio di bombe a mano che uccidono un carabiniere ed un geniere e feriscono un altro carabiniere.

dopo di loro, una squadra di Carabinieri volontari, al comando di un vicebrigadiere, aprì con le pinze un altro varco nei reticolati.

Alle 10:20 iniziò l'attacco vero e proprio con la batteria da 75 mm a colpire le trincee nemiche.    Nel frattempo il 3º Battaglione dispone le sue tre compagnie su tre linee. Il 2º Battaglione, rinforzato da una compagnia del 36º Reggimento fanteria, in parte appoggia il 3º, il resto è posto di riserva con il compito di appoggiare con il proprio fuoco l'attacco dell'adiacente 12º Reggimento fanteria (l'azione di questo però fallì, pur inutilmente reiterata anche due giorni dopo). Come previsto, alle ore 11:00, l'8ª Compagnia, al comando del capitano Vallaro, balzò dalla trincea, seguita a 30 metri dalla 7ª del tenente Losco e, ad altri 30 metri, dalla 9ª del capitano Lazari. Contro i Carabinieri si scatenò immediatamente un intenso fuoco nemico che rallentò fino ad arrestare l'avanzata della 7ª Compagnia, rimasta ben presto priva del comandante, ferito a morte (il tenente Losco va ricordato come il primo ufficiale dei Carabinieri morto in battaglia durante la prima guerra mondiale).
Alcuni elementi dell'8ª Compagnia riescono a sopravvanzare i compagni della 7ª, attestandosi a ridosso dei reticolati nemici. La 9ª Compagnia a sua volta riuscì ad avanzare fino dove già la 7ª e l'8ª erano state fermate pur subendo gravi perdite (fra cui lo stesso capitano Lazari, gravemente ferito).

Riorganizzati i superstiti, venne lanciato un nuovo attacco alla baionetta che portò i Carabinieri a pochi metri dai reticolati nemici, in una piega del terreno. Ma l'azione costò cara e la posizione si rivelò assai precaria tant'è che dopo pochi minuti furono feriti, tra gli altri, il tenente colonnello Pranzetti ed i tenenti Parziale e Struffi. Le gravi perdite impedirono al 3º Battaglione di continuare l'azione così alle 13:00 entrarono in azione le compagnie 4ª e 5ª del 2º Battaglione. L'intenso fuoco nemico però consentì solo a pochi elementi di ricongiungersi con i sopravvissuti del 3º Battaglione: fra i primi feriti furono i tenenti De Dominicis e Ciuffoletti. Venne fatta intervenire anche una compagnia del 36º Reggimento fanteria, ma non riuscì ad avanzare.

Nel frattempo sulla sinistra il nemico aveva ricacciato un attacco del 1º Reggimento fanteria, riuscendo anche a conquistare una posizione favorevole per colpire alle spalle i Carabinieri giunti sotto i reticolati. Vista la situazione, alle 15:00 ai Carabinieri fu ordinato di attestarsi alla meglio sulle posizioni così a caro prezzo conquistate e prepararsi per sostenere un eventuale contrattacco nemico. Si progettò anche di rinnovare l'attacco con l'intervento di tre compagnie del 36º Reggimento fanteria, ma pochi minuti prima dell'ora stabilita l'ordine venne revocato dal comando del VI Corpo d'armata perché, in considerazione delle perdite già subite, si reputò necessario preparare il nuovo attacco con un più efficace fuoco di artiglieria.

Alle 18:00 la quota 240 del Monte Podgora fu conquistata e  iniziò lo sgombero dei feriti. Approfittando dell'oscurità della notte, alcuni Carabinieri volontari si occuparono del recupero e della sepoltura dei caduti. La giornata si concluse con 53 morti, 143 feriti ed 11 dispersi.

Per tale fatto d’arme furono concesse ad appartenenti al Reggimento CC.RR. 9 medaglie d’Argento, 33 medaglie di Bronzo e 13 Croci al Valor Militare.